






NUOVO MONDO

Un Nuovo Mondo è un concetto che cambia significato a seconda del campo in cui viene utilizzato (astronomico, storico o biologico).
Ecco le tre definizioni principali:
1. In Astronomia: Un pianeta abitabile (Esopianeta)
Oggi l'espressione "nuovo mondo" viene usata dagli scienziati per indicare i pianeti extrasolari (o esopianeta) scoperti al di fuori del nostro sistema solare.
2. In Storia: Le Americhe
Storicamente, il "Nuovo Mondo" è il nome che gli europei diedero alle Americhe dopo i viaggi di Cristoforo Colombo nel 1492.
3. In Biologia: Specie autoctone delle Americhe
Nelle scienze naturali, "del Nuovo Mondo" è un aggettivo usato per classificare animali e piante originari esclusivamente del continente americano.
Quale di questi aspetti ti incuriosisce di più? Posso approfondire:
Questo e' un sito web intitolato "Nuovo Mondo", strutturato come uno spazio a metà tra l'innovazione scientifico-tecnologica e la filosofia, immaginando il futuro che stiamo costruendo. Il nome evoca le grandi esplorazioni del passato (come la scoperta delle Americhe), ma oggi il "nuovo mondo" non è un luogo geografico: è il domani.
Il sito sarebbe diviso in quattro sezioni macro-tematiche principali:

La Terra del Domani (Ecosistemi e Società)
Filosofia per Alieni Metropolitani
Frontiere della
Tecno-Evoluzione
Frontiere della
Tecno-Evoluzione
Un focus su come abiteremo il nostro pianeta in modo radicalmente diverso rispetto al passato.
Man mano che il mondo cambia, deve cambiare anche il nostro modo di pensare. Questa sezione offrirebbe bussole concettuali per non perdersi.
Questa sezione esplorerebbe come la tecnologia sta ridefinendo l'esperienza umana.
Oltre lo Schermo (Cultura e Nuovi Linguaggi)
L'arte, la letteratura e i media che anticipano il futuro.
Il payoff del sito potrebbe essere: "Cronache da un futuro che è già iniziato." Non racconterebbe la distopia con paura, né l'utopia con ingenuità, ma proverebbe a mappare il cambiamento con curiosità critica.
“Nuovo mondo” mi evoca tante cose, a seconda di come lo si interpreta.
🌅 Una rinascita — lasciarsi alle spalle ciò che non ci appartiene più e ricominciare con occhi nuovi, senza essere prigionieri del passato.
🌍 Una scoperta — un territorio inesplorato, qualcosa che ancora non conosciamo, ma che sentiamo il desiderio di esplorare.
🦋 Una trasformazione interiore — cambiare prospettiva, riscoprire sé stessi e accorgersi che il mondo può essere diverso da come lo abbiamo sempre visto.
✨ Un futuro diverso — una società nuova, più libera, umana, autentica, in cui immaginare modi differenti di vivere e di stare insieme.
❤️ Un nuovo inizio emotivo — un amore, un incontro o una consapevolezza che cambiano tutto, come se la vita avesse improvvisamente aperto una porta.
E poi c'è un'associazione più profonda: il “nuovo mondo” come qualcosa che non esiste ancora, ma che comincia a esistere nel momento in cui qualcuno riesce a immaginarlo.
Un nuovo modo di vedere. Un nuovo modo di vivere. Un nuovo modo di essere.
Il bello di questo nome è che può svilupparsi in direzioni molto diverse.
Un movimento culturale: mettere in discussione i vecchi schemi e immaginare una società più consapevole.
Un progetto imprenditoriale: creare qualcosa che risponda a bisogni che il mondo attuale non riesce più a soddisfare.
Una comunità: riunire persone che condividono valori, visioni e desiderio di cambiamento.
Una filosofia di vita: ripensare il rapporto con sé stessi, gli altri, il lavoro, il denaro e la natura.
Un progetto creativo o artistico: trasformare un'idea in un linguaggio, un'identità, un'esperienza capace di coinvolgere le persone.
Per me, la domanda fondamentale è questa:
Il Nuovo Mondo deve nascere da ciò che non funziona più nel vecchio, oppure da qualcosa che oggi non esiste ancora?
Sono due approcci molto diversi.
Partire dalle crisi, dalle contraddizioni e dai limiti del presente per immaginare un'alternativa.
Immaginare una realtà inedita, con regole, valori e possibilità differenti da quelle attuali.
Costruire un progetto concreto, capace di coinvolgere persone e produrre un cambiamento reale.
Vorrei partire dalla tua intuizione, senza imporre una direzione mia: quando hai pensato alle parole “Nuovo Mondo”, che cosa avevi in mente, anche solo vagamente? Un'immagine, una sensazione, un problema da risolvere o qualcosa che senti mancare nel mondo di oggi?
Da lì possiamo costruire un'idea che abbia una vera identità.
Vorrei sviluppare Nuovo Mondo non come una semplice critica alla società di oggi, ma come una proposta capace di rispondere alle sue contraddizioni.
Perché criticare il mondo attuale è relativamente facile. La vera sfida è immaginare qualcosa di migliore, capire su quali principi fondarlo e trovare il modo di realizzarlo senza riprodurre gli stessi errori che vogliamo superare.
La mia idea di partenza è questa:
Nuovo Mondo nasce dalla consapevolezza che il progresso non coincide necessariamente con il benessere, che la ricchezza non coincide necessariamente con la felicità e che una società tecnologicamente avanzata non è necessariamente una società evoluta.
Abbiamo strumenti sempre più potenti, ma non sempre sappiamo usarli per vivere meglio. Siamo connessi come mai prima, eppure spesso ci sentiamo soli. Produciamo enormi quantità di ricchezza, ma non sempre riusciamo a trasformarla in sicurezza, dignità e opportunità per tutti.
Nuovo Mondo potrebbe nascere proprio da questa distanza tra ciò che siamo in grado di fare e ciò che scegliamo di diventare.
Nuovo Mondo deve identificare le contraddizioni fondamentali del presente. Non per demonizzare il sistema esistente, ma per distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che deve essere trasformato.
Aumentano produzione, consumi e possibilità materiali, ma non sempre migliorano il tempo libero, la salute delle relazioni, la serenità e la qualità della vita.
La domanda: come misuriamo davvero il progresso?
La creazione di valore non garantisce che opportunità, risorse e potere decisionale siano distribuiti in modo equo.
La domanda: come rendiamo la prosperità utile alla collettività?
La comunicazione è immediata, ma la fiducia, l'ascolto e il senso di appartenenza richiedono tempo e presenza.
La domanda: come ricostruiamo legami autentici?
Un modello di sviluppo che ignora i limiti ecologici rischia di compromettere le condizioni di vita delle generazioni future.
La domanda: come migliorare la vita senza distruggere le basi che la rendono possibile?
Avere molte opzioni non significa necessariamente poter scegliere liberamente, se mancano tempo, conoscenze, sicurezza economica o capacità di comprendere le conseguenze delle proprie scelte.
La domanda: come restituiamo alle persone il controllo sulla propria vita?
Queste contraddizioni non descrivono ogni persona o ogni realtà. Sono punti di partenza da verificare, approfondire e trasformare in obiettivi concreti.
La visione di Nuovo Mondo dovrebbe essere positiva, non soltanto oppositiva.
Non un mondo senza conflitti, senza competizione o senza differenze. Un mondo in cui le differenze non diventino automaticamente disuguaglianze ingiuste, la competizione non cancelli la collaborazione e la tecnologia non sostituisca il valore umano.
Immagino cinque obiettivi fondamentali:
Persone più libere: capaci di scegliere consapevolmente il proprio percorso, senza essere schiacciate dalla paura, dalla dipendenza o dalla necessità.
Una prosperità più condivisa: un'economia che generi ricchezza e innovazione, ma che valuti anche il contributo al benessere collettivo.
Comunità più forti: persone, territori e organizzazioni capaci di collaborare senza annullare l'individualità.
Un progresso responsabile: scienza e tecnologia al servizio della dignità umana, della conoscenza e della sostenibilità.
Un rapporto più maturo con il potere: istituzioni trasparenti, responsabilità verificabili e possibilità effettive di partecipazione.
Il fine non sarebbe imporre un modello unico di vita. Sarebbe creare le condizioni affinché le persone possano vivere vite diverse, ma tutte dignitose.
Questa potrebbe essere la prima vera architettura filosofica del progetto.
Il valore di una persona non coincide con la sua ricchezza, produttività, posizione sociale o utilità economica. Ogni essere umano merita rispetto, libertà e opportunità reali.
Principio guida: le persone non sono strumenti del sistema; il sistema deve essere uno strumento per le persone.
Educare al pensiero critico, alla conoscenza e alla capacità di mettere in discussione le proprie convinzioni. Nessuna ideologia, autorità o tradizione dovrebbe essere sottratta alla riflessione.
Principio guida: non accettare qualcosa soltanto perché è sempre stato così.
Non tutti devono avere gli stessi talenti, aspirazioni o risultati. Tutti dovrebbero però poter accedere a opportunità e condizioni di partenza dignitose, con protezioni contro gli svantaggi ingiusti.
Principio guida: valorizzare le differenze senza trasformarle in esclusione.
Promuovere cooperazione, fiducia e solidarietà, mantenendo il diritto al dissenso, all'iniziativa individuale e alla diversità.
Principio guida: collaborare non significa pensare tutti allo stesso modo.
Le scelte individuali e collettive devono considerare le conseguenze sociali, ambientali ed economiche nel lungo periodo.
Principio guida: non consumare oggi le possibilità di chi verrà domani.
Accogliere scienza, tecnologia e nuove forme di organizzazione quando migliorano concretamente la vita, valutandone rischi, effetti e distribuzione dei benefici.
Principio guida: non tutto ciò che possiamo realizzare è necessariamente ciò che dovremmo realizzare.
Chiunque eserciti potere, politico, economico, culturale o tecnologico, deve poter essere sottoposto a controlli, critiche e verifiche.
Principio guida: nessuno deve essere al di sopra delle regole, neppure chi pretende di costruire un mondo migliore.
Questa è una prima bozza di manifesto, pensata per esprimere l'identità del progetto in modo diretto e riconoscibile.
Scrittura
Crediamo che il mondo possa essere diverso.
Non perché tutto ciò che esiste sia sbagliato, ma perché nulla di ciò che abbiamo costruito dovrebbe essere considerato intoccabile quando smette di servire la vita.
Crediamo che il progresso debba essere misurato dalla qualità dell'esistenza umana, non soltanto dalla crescita economica.
Che la libertà abbia bisogno di consapevolezza.
Che la ricchezza acquisti un significato più grande quando genera opportunità.
Che la tecnologia debba ampliare le possibilità dell'essere umano, non ridurne l'autonomia.
Che la diversità sia una risorsa, la collaborazione una forza e la responsabilità una condizione della libertà.
Non vogliamo sostituire un dogma con un altro, né costruire una nuova forma di potere in nome del cambiamento.
Vogliamo creare lo spazio per pensare diversamente, sperimentare nuove soluzioni e trasformare le idee in realtà.
Sappiamo che un mondo migliore non nasce da una promessa, ma da scelte, comportamenti e strutture coerenti con i valori che dichiariamo.
Nuovo Mondo è un invito a non considerare inevitabile ciò che può essere cambiato.
È la volontà di immaginare un futuro diverso e il coraggio di iniziare a costruirlo nel presente.
Qui si trova il passaggio più importante.
Molte iniziative parlano di cambiamento, sostenibilità, libertà e solidarietà. Per distinguersi, Nuovo Mondo dovrebbe tradurre ogni principio in un comportamento verificabile.
Per esempio:
| Principio | Applicazione concreta |
|---|---|
| Dignità | Valutare l'impatto delle decisioni sulle persone coinvolte. |
| Consapevolezza | Rendere accessibili conoscenze e informazioni affidabili. |
| Equità | Garantire criteri trasparenti e opportunità inclusive. |
| Collaborazione | Creare progetti nei quali le persone possano contribuire realmente. |
| Responsabilità | Misurare anche le conseguenze a lungo termine. |
| Innovazione | Sperimentare soluzioni e correggerle sulla base dei risultati. |
| Responsabilità del potere | Rendere trasparenti decisioni, risorse e responsabilità. |
La credibilità nascerà dalla coerenza tra ciò che Nuovo Mondo dichiara e ciò che effettivamente fa.
Anche il progetto stesso dovrà poter essere criticato, modificato e migliorato. Altrimenti rischierebbe di diventare proprio ciò che intende superare.
MOVIMENTI CULTURALI ARISTICI CHE IPOTIZZANO NUOVI MONDI
I movimenti si dividono principalmente in due categorie: quelli che condividono il suo ottimismo radicale e l'approccio costruttivo verso il futuro, e quelli che appartengono alla famiglia dei sottogeneri letterari ed estetici "-punk" della fantascienza speculativa.
Ecco i principali movimenti e generi affini:
1. Per attitudine e messaggi (Ottimismo e Sostenibilità)
2. Sottogeneri "-punk" correlati per tecnologia o estetica
Tabella comparativa dei tre movimenti pilastro dell'ottimismo speculativo
| Movimento | Focus Principale | Estetica Visiva | Tono Sociale |
| Solarpunk | Sostenibilità, tecnologia pulita e comunità | Pannelli solari, vetrate, Art Nouveau, città verdi | Ribelle ma pacifico, anticapitalista |
| Hopepunk | Resistenza attraverso l'empatia e la gentilezza | Non definita (varia a seconda dell'opera) | Combattivo contro il cinismo, collaborativo |
| Lunarpunk | Spiritualità della natura, comunità e cicli naturali | Bioluminescenza, funghi, alghe, tonalità blu/viola | Introspezione, armonia con l'oscurità e i ritmi biologici |
SOLARPUNK
Il Solarpunk è un movimento culturale, artistico e politico, oltre che un sottogenere della fantascienza speculativa, che immagina un futuro ottimista e sostenibile in cui l'umanità è riuscita a superare la crisi climatica e l'era dei combustibili fossili, integrando la tecnologia avanzata con la rigenerazione degli ecosistemi.
Il termine unisce due concetti chiave:

Per approfondire le origini di questo genere in Italia, le sue influenze nell'architettura e nel design e la sua filosofia basata sulle comunità autosufficienti, puoi guardare questo video esplicativo:
Come classificare il Solarpunk
Il solarpunk è un concetto multidimensionale che non può essere limitato a un solo scaffale. Per classificarlo correttamente, occorre analizzarlo attraverso quattro lenti principali:
1. Sotto-genere della Fantascienza e della Speculative Fiction
All'interno della letteratura e dei media, il solarpunk si classifica come un filone della fantascienza speculativa e, più nello specifico, come l'evoluzione ottimista della Climate Fiction (Cli-Fi) e dell'eco-fiction. A differenza del cyberpunk (alta tecnologia, bassa qualità della vita) o dello steampunk (tecnologia ottocentesca a carbone), il solarpunk propone un'utopia concreta e plausibile ambientata solitamente nei prossimi 50-100 anni sulla Terra. [1, 2, 3]
2. Movimento Politico e Socio-Economico
Non si tratta solo di estetica, ma di un'ideologia militante. Dal punto di vista sociopolitico viene classificato come un movimento: [1]
3. Estetica Visiva e Architettonica
Come stile visivo (visibile nell'arte digitale, nella moda e nel design), il solarpunk si classifica attraverso influenze ben precise: [1, 2]
4. Movimento "Operativo" e di Pratica Fattiva
Infine, viene definito un movimento proattivo o una "cassetta degli attrezzi" per il presente. Classificarlo in questo modo significa riconoscere l'attivismo dei suoi membri, che non si limitano a scrivere storie, ma applicano i principi solarpunk nel mondo reale attraverso l'artigianato (l'innovazione low-tech unita all'high-tech), la creazione di orti urbani e lo sviluppo di tecnologie open-source condivise




SOLARPANK STORIA (https://it.wikipedia.org/wiki/Solarpunk)
Il solarpunk è un movimento culturale e artistico che promuove una visione ottimista e progressista del futuro, con una particolare attenzione verso le energie rinnovabili e le nuove tecnologie sostenibili. Il solarpunk copre numerosi ambiti quale l’arte, la narrativa fantastica e di fantascienza, l’architettura e l'attivismo e si pone come obiettivo la realizzazione concreta di un futuro tecnologico ed ecosostenibile e la lotta al cambiamento climatico e al capitalismo.[1] Si presenta inoltre come un genere letterario opposto al cyberpunk e alla cli-fi, poiché ne rovescia i principi di base, in particolare la visione nichilistica e post apocalittica del futuro.[
Il termine "solarpunk" è stato coniato su Internet ed è stato utilizzato per la prima volta nel 2008, diffondendosi inizialmente in blog e discussioni on-line.[4][5] È diventato però popolare solo negli anni successivi, in particolare dopo la pubblicazione nel 2011 di Innovation Starvation, un articolo dello scrittore di fantascienza Neal Stephenson nel quale viene criticata la situazione di stallo in cui si trova la scienza moderna. Stephenson sottolinea come la mancanza di iniziativa da parte della società, soprattutto nel campo delle energie rinnovabili, si sia progressivamente riflessa anche nella letteratura fantascientifica degli ultimi anni, sempre più caratterizzata da visioni distopiche e pessimiste. Lo scrittore parla inoltre della Hieroglyph Theory, termine coniato durante un evento a cui aveva preso parte, che sostiene che i concetti scientifici alla base delle grandi storie di fantascienza del secolo scorso, ad esempio i robot di Isaac Asimov o il cyberspazio di William Gibson, abbiano svolto un ruolo importante nel progresso scientifico in passato, poiché presentavano innovazioni tecnologiche con una logica interna che hanno influenzato la comunità scientifica dell'epoca.[6] Dall'intervento di Stevenson è nato nel 2011 il progetto Hieroglyph, in collaborazione con la Arizona State University, che si pone come obiettivo la pubblicazione di storie di fantascienza più ottimiste, in modo da poter ispirare e indirizzare la comunità scientifica verso le tecnologie ecosostenibili.[7][8] Nel 2012 viene pubblicata in Brasile la prima antologia di storie solarpunk, Solarpunk: Histórias ecológicas e fantásticas em um mundo sustentável di Gerson Lodi-Ribeiro.[9] Nel 2014 è stato pubblicata la prima raccolta di racconti nell'ambito del progetto, con il titolo Hieroglyph: Stories and Visions for a Better Future.[10] Nel settembre dello stesso anno Adam Flynn ha pubblicato l'articolo Solarpunk: Notes toward a manifesto sul sito del progetto Hieroglyph, descrivendo le caratteristiche principali del movimento.[4][11]
Da luglio 2019 a febbraio 2020 si è svolta al Museo d'arte di Tel Aviv l'esibizione "Solar Guerrilla: Constructive Response to Climate Change" nella quale era presente una sezione dedicata al solarpunk.[12][13]
Il Solarpunk trae ispirazione anche dalle earthship, che sono un esempio di architettura sostenibile.[14][15]
Inizialmente ispirato allo steampunk e al cyberpunk, il solarpunk si differenzia dal primo perché predilige l'utilizzo di tecnologie contemporanee piuttosto che di quelle del passato, in particolare dell'epoca vittoriana, e dal secondo poiché immagina un futuro utopico che però può essere realizzato concretamente.[4] Il suffisso "-punk" indica in questo caso la ribellione contro il sistema capitalista moderno caratterizzato da oppressione delle minoranze etniche e di genere, sessismo, eternormatività, sfruttamento delle classi lavoratrici, individualismo, maltrattamento degli animali e politiche contro la salvaguardia dell'ambiente.[16] Il prefisso "solar", invece, fa riferimento all'energia solare, una fonte di energia sostenibile, presente in abbondanza e accessibile a tutti, ma anche alla luce e al calore, elementi che vengono spesso associati, nelle opere appartenenti al genere, alla vita, alla rinascita e al senso di comunità.[17][18]
Uno degli aspetti fondamentali del solarpunk è la comunità di persone che contribuiscono alla sua crescita tramite blog, siti web e bacheche,[19] ciascuno definendo la propria idea di futuro sostenibile. La solidarietà fra gli esseri umani è anche uno dei temi principali che caratterizzano questo genere; essa è il mezzo con il quale attuare una rivoluzione ecologica ed economica e tutti sono in grado di contribuire affinché ciò possa avvenire.[16] Questo obiettivo va ad intrecciarsi con altre campagne socio-politiche e a movimenti come la comunità lgbt e il femminismo, i cui ideali sono condivisi anche dal solarpunk. Vi è inoltre un forte interesse per la tutela dei popoli indigeni e degli strati poveri della società, che più hanno subito le conseguenze dei cambiamenti climatici nel corso degli anni, e delle persone affette da disabilità.
Il solarpunk non propone solo un rifiuto delle fonti di energia inquinanti e un passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, ma un cambio radicale della società dell'Antropocene[20] in favore di una società equa e accessibile per tutti, dove ogni minoranza è riconosciuta e rappresentata. Esso, quindi, non si limita a raffigurare un futuro ideale ma riconosce anche i problemi della società attuale e cerca delle soluzioni credibili per risolverli.[18][21]
Tra gli esempi contemporanei italiani, talvolta accostati ai principi del solarpunk, figura il MIND Milano Innovation District, progetto di rigenerazione urbana sviluppato nell’area che ha ospitato l’Expo 2015. Il distretto si distingue per l’integrazione tra sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e pianificazione urbana, con un’attenzione alla presenza di spazi verdi e infrastrutture orientate alla mobilità sostenibile.
Palazzo Italia, sede di Human Technopole.
La coesistenza di università, centri di ricerca, strutture sanitarie e imprese favorisce inoltre un modello collaborativo basato sulla condivisione della conoscenza e sullo sviluppo di soluzioni innovative per le sfide contemporanee. Tali caratteristiche lo rendono, secondo alcune interpretazioni, un esempio significativo di applicazione concreta di modelli urbani sostenibili, in linea con alcuni degli ideali promossi dal solarpunk.[22]
Immagine artificialmente generata da IA che immagina il quartiere tedesco di Innenstadt a Colonia, con la strada centrale pavimentata con pannelli solari.
Dal punto di vista estetico il solarpunk trae ispirazione da vari movimenti culturali e artistici, in particolare l'Art Nouveau, dal quale riprende i motivi decorativi eleganti combinati con la presenza di elementi naturali come piante, luce e acqua e il movimento di fine Ottocento Arts and Crafts.[23] Esso prende inoltre come modello l'afrofuturismo, con il quale condivide l'interesse verso altre culture oltre a quella occidentale, anche nella moda e nell'uso di colori accesi. Anche il retrofuturismo ha contribuito all'estetica solarpunk, seppur in minima parte, per quanto riguarda gli elementi di modernità nel design di città futuristiche dominate dal vetro e dal verde.[18]
In letteratura vi sono diversi esempi di opere che hanno anticipato le tematiche trattate dal solarpunk, in particolare Ecotopia di Ernest Callenbach (1975), The Fifth Sacred Thing di Starhawk (1993) e Pacific Edge di Kim Stanley Robinson (1990), tutti ambientati in una società futura anti-capitalista ed ecosostenibile.[24] Anche Ursula K. Le Guin è considerata una pioniera indiretta del genere per il romanzo I reietti dell'altro pianeta (1974), in cui viene descritta una società utopica dove ogni elemento di disuguaglianza tra gli individui è stato cancellato.[25]
Come genere letterario il solarpunk si distingue per la sua funzione pedagogica; attraverso storie ambientate in realtà con un'impronta molto più ottimista rispetto al resto delle produzioni del genere fantascientifico, il solarpunk intende incoraggiare i lettori a immaginare come si potrebbe realizzare un futuro ecosostenibile e quali sono i mezzi per farlo, oltre a puntare l'attenzione sulla giustizia climatica.[18]
Sebbene possa essere considerato molto simile al genere climate fiction (noto anche come cli-fi) per la presenza di cambiamenti climatici come sfondo delle vicende narrate nelle sue storie, il solarpunk si differenzia per la sua tendenza utopica[3] e ottimistica.[26]
La letteratura è il campo dove il solarpunk trova maggiore espressione soprattutto sotto forma di antologie di racconti alle quali contribuiscono molti autori di diverse nazionalità, tra le quali le più note sono Solarpunk: Histórias ecológicas e fantásticas em um mundo sustentável (2012) di Gerson Lodi-Ribeiro,[18] Sunvault: Stories of Solarpunk and Eco-Speculation (2017) a cura di Phoebe Wagner e Brontë Christopher Wieland,[27] Wings of Renewal: A Solarpunk Dragon Anthology (2017) a cura di Claudie Arseneault e Brenda J. Pierson,[28] Glass and Gardens: Solarpunk Summers (2018) e Glass and Gardens: Solarpunk Winters (2020) a cura di Sarena Ulibarri,[29] Biketopia: Feminist Bicycle Science Fiction Stories in Extreme Futures (2017) a cura di Elly Blue[30] e The Weight of Light: A Collection of Solar Futures a cura di Joey Eschrich and Clark A. Miller,[31] Solarpunk: Come ho imparato ad amare il futuro, a cura di Fabio Fernandes e Francesco Verso,[1] Assalto al sole. La prima antologia solarpunk di autori italiani a cura di Franco Ricciardiello.[32]
L'interesse del solarpunk per l'inclusione e la giustizia sociale è particolarmente significativo nell'ambito dell'architettura e nella pianificazione del territorio urbano. Nel suo articolo Solarpunk: Notes toward a manifesto Adam Flynn afferma che nel solarpunk «le infrastrutture sono una forma di resistenza».[33] Anche in questo ambito viene presentata l'esigenza di armonia, sia estetica e sociale, e di inclusione. Nell'immaginario solarpunk le città del domani presentano solitamente dei sistemi di trasporti all'avanguardia, non inquinanti e accessibili a tutti, edifici ricoperti da pannelli solari, fiori e piante. Il materiale prediletto dall'architettura solarpunk è il vetro, in quanto fornisce luce e calore naturali a impatto zero.[18]
Il solarpunk è presente nell'architettura solamente sotto forma di concept art, in particolare nelle opere dell'architetto belga Luc Schuiten che raffigurano città, chiamate Vegetal City, in cui gli edifici sono formati e sorretti dalla vegetazione. Il Bosco Verticale di Stefano Boeri, a Milano, e il Park Royal Hotel di Singapore, sono fra gli esempi più noti di architettura che ha ispirato l'immaginario solarpunk negli anni. Un altro esempio di progetto ancora in corso per promuovere, tra le altre, la nascita di una comunità attraverso gli ideali del Solarpunk in Italia è la serra chiamata "Salotto di Miranda" a Torino, gestita dall'associazione APS Miranda.[12][18]


La "Berlin Friedrichstraße Utopia 2048", un'immaginaria rappresentazione della capitale della Germania nel futuro.

Il Solarpunk trae ispirazione anche dalle earthship, che sono un esempio di architettura sostenibile.[14][15]

Palazzo Italia, sede di Human Technopole.

Immagine artificialmente generata da IA che immagina il quartiere tedesco di Innenstadt a Colonia, con la strada centrale pavimentata con pannelli solari.





